Wikipedia, ennesima puntata: nuove regole per gli editor

Chiunque segua il mio blog da più di anno sa bene quanto sia scettico nei confronti di Wikipedia, pur riconoscendogli il merito di essere (piaccia o meno) uno dei punti cardine per l’informazione sul web (o, se preferite, una potentissima link bait). Di fatto, i suoi limiti credo risiedano in due punti basilari:

  1. non presenta alcuna forma di annunci pubblicitari, il che la rende “imparziale” ed “affidabile” agli occhi di tanti utenti (quando il punto non è questo: potrebbe e dovrebbe farlo, invece, piuttosto che rimediare certe figuracce freestyle);
  2. come già per altri siti simili (DMOZ), presenta figure di editor che dovrebbero essere super-partes e che, in troppi casi, tendono ad arrogarsi il diritto di stabilire – dietro un meccanismo di valutazione a mio avviso ancora poco trasparente – cosa sia encliclopedico, e cosa invece non lo sia.

Nonostante tutto startup, blog di tutorial, riviste online e siti di ogni genere linkano Wikipedia come se fosse un riferimento ultimo, o forse più semplicemente perchè è spesso primo sulle pagine di Google per moltissime ricerche. Secondo l’efficace sintesi di Arstechnica da oggi sarà obbligatorio per gli editor mettere in chiaro la loro posizione lavorativa in merito alle pagine che editano (“Anyone editing for a public relations firm will have to disclose both the firm and the client they’re working for, according to the new rules“).

In altri termini, se sei editor per conto di un’azienda Wiki ti chiede ti metterlo chiaramente nel tuo profilo utente perchè gli utenti lo sappiano? Stando alle regole, è proprio così: “If you work for company Acme, and, as part of your job responsibilities, you edit Wikipedia articles about company Acme, you satisfy the minimum requirement of the Terms of Use if you simply say that you edit on behalf of company Acme on your user page. You however need to follow community or Foundation policies, in addition to applicable law” (se lavori per la Acme, traduco liberamente, e ti occupi di Wikipedia come mansione lavorativa, soddisfi questo nuovo criterio se lo dici sul tuo profilo utente Wiki, “semplicemente”).

Un passo avanti verso una maggiore trasparenza e correttezza verso gli utenti, per quanto il problema di fondo continui a risiedere nell’arbitrarietà di certe scelte e nella poca chiarezza del modus operandi, al fine di stabilire chi sia degno di comparirvi e chi, invece, non lo sia. Attenzione, quindi, a considerare affidabili a priori quelle pagine: in tanti casi è così, nella mia esperienza le pagine in inglese sono qualitativamente migliori di quelle italiane, ad esempio, ma l’utente dovrebbe comunque tenere gli occhi aperti.

Di fatto Wikipedia non avrebbe comunque modo di obbligare gli utenti che modificano ed approvano le pagine a farlo, questo sembra essere il punto cruciale.