(almeno) 12 cose buone che ho fatto quest’anno

Il 2018 è stato un anno importante, per me: non solo per il mio trasferimento, ma anche per alcune cose – in parte inedite – che ho pensato o più semplicemente fatto.

Cose che ho deciso di elencare in un nuovo articolo: eccole.

Gennaio.

  • Quattro passi nel nuovo anno.
  • Lavoro, lavoro, lavoro
  • Lavoro, lavoro, lavoro, lavoro

Febbraio.

  • Cannibal Corpse live a Trezzo sull’Adda
  • Visita al Museo di San Siro: foto di rito negli spogliatoi dell’Inter

Marzo:

  • 2 giorni di giri a Milano sotto la neve, alla scoperta dell’indefinibile
  • Libraccio Store

Aprile

  • Stare bene dopo una semplice telefonata
  • Non è che sto uscendo pochino, per i miei standard?

Maggio

  • Peso di una vita da single da rivalutare, gestire, ponderare con più attenzione

Giugno

  • Guns’n roses, Foo Fighters, Iron Maiden e Ozzy Osbourne live a Firenze
  • E ora chi ha voglia di tornare a casa? Io no di certo.

Luglio

  • Valutazioni, rabbia, rivalutazioni
  • Non è mica obbligatorio andare al mare
  • Essere single fa schifo. Ma se lo dici con troppa convinzione, alla lunga, rischi di passare per quelli che “quando c’era LVI si stava meglio”
  • Non riesco a stare più di tre ore di fila su una spiaggia senza soffrire almeno un po’
  • Non è mica necessario dire sempre tutto agli amici

Agosto

  • Ministry (finalmente) live a Villa Ada
  • Cose irrilevanti, tipo scoprire che frequento gente incapace di adattarsi a me. Il viceversa ovviamente vale sempre e comunque.
  • Se trovo lavoro vado in ufficio con la cresta
  • Trasferimento a Roma
  • Nuovo lavoro
  • Non mi mancate

Settembre

  • Rivalutato il valore della sincerità
  • Turista nella Capitale, quando si può
  • Acquisita capacità di non farsi schiacciare dagli altri senza ricorrere a parole pesanti
  • No, non mi mancate neanche un po’
  • Uscire dagli schemi – non è solo un manifesto, è anche un ottimo libro

Ottobre

  • Primo corso SEO frontale, da docente
  • Tu non sei male, affatto
  • Riscoprirmi tollerante, senza sentirmi fiacco
  • Riscoperta la bellezza dell’essenziale
  • Visita (per due volte consecutive, di giorno e di notte) a Quartiere Coppedè
  • Sono andato in ufficio con la cresta, that’s it.
  • Cristallizzare i flirt come momenti di pura estasi, al di là del fallimentare risultato conclusivo
  • Finito di leggere Teatro I di Bernhard

Novembre

  • Inter-Barcellona dal secondo anello a San Siro
  • Il valore dell’indifferenza
  • L’impegno e l’ostinazione ripagano solo nel lavoro, non nei flirt

Dicembre.

  • Roma-Inter in curva
  • Divento ufficialmente un “minimalista funzionale”
  • Scoprire l’esistenza di una tribute band a Frank Zappa
  • Tagliato ogni ponte con un recente passato che ancora, suo malgrado, faceva male
  • Amici rivisti dopo quasi 20 anni
  • Scoperta importante: i “bei tempi” tornano sempre, periodicamente. È che a volte durano poco.
  • Certi legami si potrebbero anche riprendere
  • L’impegno in un flirt non ripaga mai
  • Per la prima volta in vita mia, dopo 39 anni, sento il bisogno di riassumere le cose belle di un anno, ricordandole tutte e trascurando follemente l’unica che è andata davvero storta.
  • Superato il terrore del “cosa cazzo faccio a Capodanno, se resto a casa e non sembro festaiolo mi potrei sentire a disagio“.
5/5 (3)

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