Consideriamo uno dei tantissimi programmi di affiliazione presenti sul mercato, e proviamo ad inserire nel nostro sito gli annunci che ci vengono da essi proposto. Quale sarà il risultato? Diverse formule miracolose sono disponibili sul web per guadagni esagerati. La realtà, il più delle volte, è che se ottenete poche impressions (tipico se avete un sito recente poco famoso), o comunque avete pochi unici, è alquanto probabile che non vi sarà alcun riscontro monetario a breve termine.Se poi invece vi “impegnate”, potreste iniziare a racimolare i primissimi e sudati euro, ma bisogna a mio avviso partire da un semplice presupposto: la maggioranza degli utenti del vostro sito non clicca un bel niente. Solitamente nei siti specialistici mi pare non lo dico mai nessuno, ma è una cruda, nuda e verosimile realtà da tenere sempre in conto. Non sentitevi dunque troppo depressi , quindi, se scrivete roba originale ed interessante con continuità, perchè molto spesso non basta. Non sono neanche il solo a pensarla così: almeno un articolo su MondoInformatico (non mio) ed uno, abbastanza autorevole, su Alverde.net che cita a sua volta una statistica americana presumibilmente fidata.

Eccovi così la (triste?) verità: la maggioranza dei guadagni deriva da una minoranza di utenti del vostro sito.


Ho scritto tempo fa un post su MondoInformatico che riguarda Google Adsense ed una possibile applicazione della legge di Pareto ai guadagni dei blogger.Come sapete esistono i programmi di affiliazione che permettono dipubblicare nelle pagine del vostro sito degli annunci a tema: superatauna fatidica soglia di click, si viene retribuiti proporzionalmente sulproprio conto Adsense. In sostanza Google paga i publisher con unapercentuale di guadagni che può essere variabile a seconda dei casi.

(foto tratta da Flickr)

La legge di Pareto, applicabile a più fenomeni reali, è una “legge empirica” della statistica la quale afferma che lamaggioranza (l’80%) degli effetti è mediamente dovuta al 20% dellecause complessive. Questo ha due conseguenze immediate:

1) niente è mai causa di tutto (come dice R. Dawkins nel libro L’orologiaio cieco), per cui non aspettatevi una o due formule miracolose per cambiare le cose in meglio. I fattori che concorrono al successo sono così tanti che è impossibile racchiuderli in un post e non è banale correlarli tra loro;2) le cause più rilevanti di un effetto sono tipicamente un piccolo sottoinsieme di tutte: in altri termini, anche se individuate le “dipendenze” tra le cause, potreste avere molte difficoltà ad aumentare gli accessi al sito, ammesso che non riusciate a capire quali sono le cause “vere” che portano al successo un sito.

E’ la classica storia, se volete, del working-team incui gli effetti benefici di un progetto realizzato sono rilevabiliprincipalmente nella misura in cui i 2-3 sgobboni di turno si sono datida fare…

E’ necessario fiduciare, costruire, cercare costantemente e con ostinazione i propri utenti. I risultati arriveranno, sperabilmente. Sta di fatto che, nel frattempo, è meglio non fare troppa pubblicità alla propria attività di publisher, parlandone in modo sbroccato con una birra in mano con amici: si rischia di ottenere l’effetto opposto, o addirittura il ban. I click indotti da amici e parenti sono quanto di più sconsigliato ci possa essere.(foto tratta da Flickr
Ricordate sempre la “regola” che gli advertiser pubblicano nell’interesse degli inserzionisti, ed il semplice click non riesce “da solo” a produrre magicamente degli introiti, dato che chi mette la pubblicità che voi inserite nel vostro sito è interessato a guadagni concreti (acquisti, tipicamente). Questo, secondo me, è uno dei fattori che fa parte di quel famoso 20%, e che nessun webmaster dovrebbe trascurare.


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