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Partendo dall’analisi di uno dei mestieri più sconosciuti, bistrattati e fraintesi della terra, riassumo in un singolo articolo le migliori tecniche di link building per “SEO con scarsa esperienza”.

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seo-dummies-300x224Quando mi capita di discutere con amici o colleghi sulla natura della mia attività (SEO, Search Engine Optimization o – se preferite, data la natura intensiva e difficilmente spiegabile dell’attività stessa - Solo Eremitaggio Ostentato), si presenta qualche difficoltà: questo avviene specialmente se si tratta di programmatori tradizionali(sti), o di nerd totalmente immersi nell’aspetto tecnologico (e per questo ignari della natura trasversale ed interdisciplinare della SEO). Devo dire che, invece, mi pongo in maniera decisamente più rilassata – e piacevole per la discussione – se devo spiegare la cosa ad amici giornalisti, ad esempio, oppure a persone dalla formazione puramente “letteraria”. Cosa neanche troppo bizzare perchè in fondo noialtri, come scrivevo giusto ieri nel post sul rock’n roll SEO, dobbiamo conoscere la tecnica ma non basta che la sappiamo applicare: siamo, molto più di altri creativi a mio avviso, generalmente portati ad una naturale evoluzione della nostra attività, il che finisce per renderla forse più stressante di altre più routinarie per quanto, a mio avviso, decisamente affascinante.

Sei un SEO? E che diavolo significa?

Volendo spiegare all’uomo della strada quello che facciamo, potremmo dire che si tratta di “curare gli aspetti contenutistici di un sito aziendale allo scopo di valorizzarne il posizionamento“: se il tipo dovesse guardarci male (cosa tutt’altro che improbabile, visto che abbiamo la colpa di non dover solo “programmare” davanti ad un PC), potremmo dire che sì, in fondo cerchiamo di fare in modo che i siti aziendali siano opportunamente visibili sui motori per le giuste ricerche. Detta così pero’, la cosa si presa alla consueta cattiva interpretazione: i SEO a questo punto non farebbero altro che manipolare i risultati di ricerca di Google, per cui effettuerebbero una sorta di imbroglio (con tanto di rilascio di fattura). Io cerco sempre di spiegare, in questi casi, che sia verissimo che molti colleghi operano in modo apertamente scorretto – e rischioso, perchè rischi di far dipendere la tua attività da una società esterna come Google la quale, come una bomba ad orologeria, potrebbe sbatterti fuori dai tuoi stessi affari; tuttavia non siamo tutti uguali (per fortuna) ed uniformati, in giro con le orecchie di topolino ed un cappello nero in testa (che fa tanto “anticonformista”, a quanto leggo in giro), e c’è sempre un SEO corretto che riesce, nel medio-lungo periodo, a fare le scarpe anche al più consumato dei bari.

Cosa fa un SEO? Cerca riferimenti, trova idee, valorizza i contenuti di un sito e ne crea di nuovi on-demand

Un turbine creativo, dunque, che rende la nostra attività non propriamente semplicissima ed una buona capacità di adattarti: devi saper fare SEO su topic sui quali sei esperto (un blog sull’open source o sulla musica heavy metal, ad esempio) ma anche, molto spesso, su altri su cui sei totalmente ignaro delle dinamiche interne (un portale incentrato sull’economia, oppure un sito per adulti). L’attività più faticosa per un SEO è quindi quella di costruire i link in ingresso al sito web in questione, ed essa viene denominata abitualmente link building: come sappiamo, infatti, le pagine web sono tutte collegate variamente tra loro, e Google finisce per farne uso come se ciò fosse un “indice di popolarità”. Tali indici – solo per comodità li definiamo così – stabiliscono, alla lunga, per quale ragione se cerco “nike” debba saltare fuori il sito ufficiale della famosa azienda come primo risultato, così come se vado a caccia di informazioni sull’arbitraggio di Google Adwords vengano selezionati i risultati più utili e pertinenti per l’utente.

Ecco il motivo per cui i SEO fanno link building, molto semplicisticamente: essa c’è (quasi) sempre nelle SERP (le pagine dei risultati di ricerca), ma non si vede chiaramente come è stata fatta. Esistono anche delle tecniche di link analysis che permettono, in separata sede, di tirare fuori quantomeno una parte dei link in ingresso di qualsiasi sito: per l’utente medio non sarà mai successo nulla, ed in genere – parafrasando il rapper Salmo – molti “pensano che Google sia il terzo segreto di Fatima“, ovvero quello che dice il motore è sempre Corretto (e non è vero, per inciso). Per questo è importante pensare collettivamente, e non farsi trascinare da smanie inutili di fregare il prossimo come unica strada per la salvezza.

Il totem della link building

Senza scomodare tecnicismi ulteriori, quindi, all’uomo della strada (e solo a lui!) basterà sapere che più citazioni ottiene dall’esterno il nostro sito, maggiori saranno le probabilità che esso compaia in prima pagina. Il tutto ovviamente si bilancia con fattori qualitativi e quantitativi che nessuno conosce ufficialmente, ma che realisticamente si riconducono all’utilità, alla forma ed al contenuto del sito da promuovere.

Le strategie di costruzione della popolarità di un sito (link popularity, secondo alcuni), si possono quindi riassumere nella ricerca di fonti di traffico per il nostro sito, ovvero siti visitati da persone interessate ai nostri topic che potrebbero, ad esempio, cliccare sulle nostre segnalazioni (citazioni) ed incrementare nel tempo il valore del nostro sito. A rigor di logica, comunque, non serve neanche che i link esterni vengano cliccati – ma se ciò avviene, a mio personalissimo avviso, essi valgono molto di più per Google: è sufficente che siano presenti nei posti giusti e potranno aumentare la visibilità del nostro sito.

Come trovare backlink per il proprio sito

A questo punto mi limito ad elencare gli articoli precedenti in cui ho sviscerato questo argomento:

  1. Come trovare backlink: link building per sprovveduti Uno degli articoli più recenti che ho scritto sull’argomento, un must per chi volesse saperne di più.
  2. 6 strategie di link building sicure ed efficaci Uno degli articoli cardine di questo blog sull’argomento.
  3. A caccia di link come “relazioni” Collegare i siti tra loro esprime, come da definizione del web, una relazione tra gli stessi che nel lungo periodo non può che portare a risultati buoni, specie se i contenuti originali sono tali
  4. Sfruttare i pattern di ricerca per fare link building Un articolo piuttosto tecnico che spiega come trovare fonti per backlink in modo leggermente trasversale e decisamente efficace.
  5. Penalizzazioni: rischi derivanti da una link building troppo massiccia o “convinta” Andateci piano con la ricerca di link e cercate di diluirla adeguatamente nel tempo: altrimenti potreste passare guai seri e scomparire del tutto dai risultati di Google.
  6. Guarda mamma, senza backlink! Perchè si può fare SEO anche senza cacciare ossessivamente link in ingresso Fate sempre in modo che la building non sia un’ossessione, ma solo un bel sogno di gloria (e di business, ovviamente): in fondo “c’è differenza tra sogno ed ossessione, il sogno è più puro“. (cit. Josè Mourinho)
  7. I link in ingresso più comuni: i bookmark Link in ingresso provenienti da OkNotizie, Fai.informazione ed altri 24 siti simili
  8. Link building: come NON farla Do not try this at home!
  9. Creare minisiti e blog di supporto Una strategia molto semplice che pero’ deve essere supportata dalla creazione di contenuti originali (altrimenti è semplicemente webspam)
  10. Tre motivi per costruire link Motivazioni valide per creare link esterni al sito anche quando non ce ne sarebbe bisogno, in apparenza.
  11. Profiling-link: cosa sono e come usarli come collegamenti “di appoggio” Uno dei tipi di backlink più controversi che, in certi casi, possono contribuire efficacemente alla causa.
  12. Link building secondo Teliad (intervista) Giovanni Castellini di Teliad mi ha spiegato in maniera semplice ed efficace il suo punto di vista sull’argomento.
  13. Linee guida di Google per la qualità dei siti Una vecchia lettura che tutti dovrebbero conoscere, e che fa sempre bene riesumare ogni tanto.

Per domande e richieste di chiarimento il modulo commenti è a vostra disposizione, come sempre.

Immagine iniziale tratta da www.jm-seo.org


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