Il tool di Google Adwords presenta alcune novità che ho elencato in questo articolo: è utile che ogni SEO le tenga ben presenti mentre sta lavorando.

Accedendo al tool di Adwords per le parole chiave è possibile riscontrare un’interfaccia un po’ diversa da quella a cui eravamo abituati: le novità non sono poche, e cambiano un po’ il nostro approccio alla keyword research.

1) Da oggi è possibile specificare una categoria per la parola chiave. Tra esse ci sono ad esempio “Abbigliamento”, e “Immobiliare” o “Finanza2, suddivise a loro volta in sottocategorie: non so fino a che punto sia utile una cosa del genere, dovrebbe aiutare a targetizzare meglio l’obiettivo, anche se la navigazione per categorie è forse piuttosto scomoda se non si è abituati. Se fossero state delle tassonomie poteva essere più utile, anche se indubbiamente avrebbe confuso e complicato l’obiettivo finale. La mia perplessità riguarda inoltre le nicchie che non si possono inglobare in nessuna di esse, per le quali è bene lasciare il campo non compilato. Nel dubbio, quindi, la categoria è meglio non specificarla, anche se il fatto di non capire in che categoria vada il sito certamente non depone a vantaggio del focus dei contenuti che vi avete inserito. Ad ogni modo tenere presente che le categorie servono essenzialmente per restringere il campo trovando i termini più specifici

Esempio 1: specificando la categoria “Commercio e industria->Gestione Aziendale->Pubblicità e marketing->marketing in internet->Affiliate marketing” per la keyword “affiliazioni”, esce fuori una singola parola chiave, ovvero “programmi affiliazioni”, con 2600 risultati circa e concorrenza “alta”.

Esempio 2: specificando la categoria “Commercio e industria->Gestione Aziendale->Pubblicità e marketing->marketing in internet->Pay per clic” per la keyword “affiliazioni”, esce fuori una singola parola chiave, ovvero “programmi affiliazioni”, con 2600 risultati circa e concorrenza “alta”.

Esempio 3: specificando la categoria “Commercio e industria->Gestione Aziendale->Pubblicità e marketing->marketing in internet->Tutti” per la keyword “affiliazioni”, esce fuori una singola parola chiave, ovvero “programmi affiliazioni”, con 2600 risultati circa e concorrenza “alta”. Non cambia nulla, sostanzialmente, e devo dire che mi sarei aspettato il contrario.


HostingVirtuale

Esempio 4: senza specificare categorie per “affiliazioni” escono fuori i tradizionali risultati, con relativa espansione della coda lunga e senza alcun termine fuori tema. Davvero un pozzo senza fondo per l’ispirazione ed i suggerimenti!

Esempio 5: ho lasciato il campo di ricerca keyword vuoto, e mi sono dedicato alla ricerca di tutti i risultati della categoria “Computer ed elettronica di consumo->Computer->Memorizzazione dati in hosting“. In questo caso i risultati sono molto interessanti perchè permettono di scovare al volo nicchie di mercato molto promettenti e poco utilizzate, nell’esempio: “backup genie”, “backup to gmail” e così via. Il discorso rimane valido come “esploratore di nicchie” per molte altre categorie.

Conclusioni: ottimo lavoro, direi, a confronto delle nuove iniziate che non sembrano invece troppo confortanti (Google Analytics).

2) Le categorie italiane, in alcuni casi, non sono molto accurate e potrebbero ingenerare confusione: ad esempio sotto “Computer ed elettronica di consumo” vi è anche “Specifiche tecniche, recensioni e confronto di veicoli” (?). In ogni caso resta il fatto che come tool di suggerimento per le nicchie di mercato, a patto che vi sia un sufficente flusso di traffico, resta uno strumento davvero molto utile.

3) Cosa forse più importante di tutte, i risultati vengono presentati in modo sostanzialmente diverso: per ogni risultato di ricerca della coda lunga viene presentato su ogni riga:

  • il CTR;
  • numero di ricerche mensili locali (in italiano, ad esempio);
  • numero di ricerche mensili globali (in tutte le lingue);
  • concorrenza, questa volta suddivisa in Alta, Media e Bassa senza dare quindi ulteriori indicazioni.

Su come venga effettuata questa suddivisione ho letto ipotesi accattivanti (33%, 33% e 33% del totale delle parole), ma secondo me la distribuzione tra concorrenza non è affatto uniforme. Propenderei invece a credere che, nella media dei casi, la maggioranza di parole chiave ad elevata concorrenza sia una minoranza (ad esempio, il 10%) – coerentemente con la teoria della long tail, mentre il resto di medio-bassa sia distribuita in modo “casuale” a seconda dei casi. Tutto sta adesso nel sapere occupare con il proprio sito il settore più promettente ed attendere i risultati (facile, vero :-) )


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