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Ecco la sintesi di alcuni suggerimenti ufficiali della guida di Google Adsense del 2014, corredati di alcune importanti osservazioni.

Premetto che tutto quello che è riportato in questa pagina è frutto della mia esperienza diretta, e del fatto che ho lavorato (e lavoro tuttora) con questo programma di affiliazione. Devo dire che il livello di precisione di Google nel tracciare ogni cosa mi lascia davvero colpito in positivo: c’è da precisare che Google Adsense non è un programma per principianti, nonostante sia usato da moltissimi anche inesperti, e soprattutto mette in primo piano gli inserzionisti (cioè chi investe sulla creazione degli annunci).

Il “mito” dell’above the fold

Tra le indicazioni più recenti vi sono certamente gli annunci “above the fold“, che secondo una convinzione diffusa (e mai troppo confermata) arriverebbero a danneggiare il posizionamento su Google dei propri siti. Un caso che si applica solo a determinate situazioni specifiche, e che sarebbe bene non generalizzare troppo anche perché, a mio avviso, quello che Google può rilevare come una violazione non è altro che ciò che danneggia, falsifica o in qualche modo altera la natura degli annunci da parte degli inserzionisti. Il “trucco” principale per capire come ottimizzare Adsense, del resto, è proprio legato a questo tipo di logica (buonsenso e spirito di marketing, in un certo senso), quindi sia alla natura degli annunci che al loro “accostamento” con il contenuto del sito (se un annuncio vende film in streaming a pagamento, non ha senso inserirlo in un sito di download pirata per quanto, alla prova dei fatti, questa situazione sia stata rilevata come violazione in più occasioni).

Adsense best practice: suggerimenti di base

In breve, quindi,  è bene dare una riguardata alle “best practice” per implementare gli annunci di Google Adsense nel proprio sito. Attenzione, ribadisco, che in alcuni casi si tratta di semplici suggerimenti e non di obblighi veri e propri, per quanto l’esperienza mi abbia insegnato in questi anni che ogni sito faccia storia a sè, e che soprattutto in molti casi gli errori dei publisher coincidano con vere e proprie ingenuità concettuali (vedi l’esempio precedente del sito di streaming e degli annunci di film a pagamento). Il punto focale della questione, da chiarire prima di ogni altra cosa, è il seguente: da un lato Google ci chiede di non ingannare i nostri utenti, e questo perchè i click inconsapevoli o “tanto per” non servono a nessuno, tantomeno agli inserzionisti che pagano ogni click, e che non sono certo disposti a buttarli al vento per nulla.

Due semplici assunti, quindi, da cui partire: c’è chi investe soldi (e anche tanti, in certi casi) sui propri annunci, c’è chi cerca di trarne profitto mediante un meccanismo di pay per click che tuttavia, in certi casi, è legato anche ad iscrizioni (ed in certi casi vendite di prodotti o servizi) che gli annunci stessi cercano di procurare.

Le condizioni di Adsense nel dettaglio

Le condizioni di Google Adsense suggeriscono che:

  • I publisher (cioè gli affiliati) non possono fare clic sui propri annunci;
  • È vietato ai publisher di chiedere esplicitamente di cliccare sui propri annunci, ad esempio per “sostenere il blog” (come fanno moltissimi ancora adesso);
  • È altresì vietato offrire soldi agli utenti per cliccare gli annunci, con l’unica eccezione particolarissima – in un certo senso “eccezione”, per così dire – del meccanismo dell’arbitraggio (investire fondi Google Adwords, in soldoni, per portare traffico a pagine informative contenenti annunci Adsense)

Cosa certamente NON bisogna fare con Adsense

Dal punto di vista dei contenuti dei siti affiliati, è vietato pubblicare annunci Adsense su pagine che contengano:

  • pagine per adulti
  • violenza
  • incitamento all’odio
  • oscenità eccessive (su questo si discute da anni, nel dubbio si tenga conto che l’ottica di Google può essere restrittiva anche per casi che obiettivamente non sembrano tali)
  • Pirateria di ogni genere / cracking di software
  • contraffazione di merci
  • stupefacenti illegali e accessori correlati
  • vendita di alcolici, tabacco, farmaci con prescrizione, armi, imitazioni di articoli di marca;
  • vendita o distribuzione di esercitazioni scritte o tesi universitarie
  • Contenuti relativi a programmi che offrono compensi agli utenti in cambio di clic su annunci o offerte oppure per svolgere ricerche, navigare su siti web o leggere email
  • contenuti illegali o che violino i diritti altrui a qualsiasi livello
  • siti che violino le regole per webmaster, aspetto peraltro “ereditato” dal mondo SEO

Altro aspetto importante, che Google tiene d’occhio da anni, sono le fonti di traffico: non possiamo sfruttare a nostro vantaggio click provenienti da programmi a pagamento (che sarebbero visti come incentivi), oppure da programmi di pubblicità via email. Esiste anche l’eccezione dell’arbitraggio, lecita entro certi limiti (cioè traffico su pagine con annunci Adsense pilotati a loro volta da annunci Adwords), ma che difficilmente si pone come strategia a lungo termine.

Dove posizionare gli annunci nella pagina?

La logica di Google, analogamente a quanto accade lato Search Engine Optimization, si concentra essenzialmente su un’attività orientata al beneficio degli utenti: questo approccio non è “buonismo” facilone come molti frettolosi “leoni da tastiera” ritengono, bensì un modo – a mio vedere – per garantire l’utilizzo dei servizi ai clienti, e fare in modo che alcuni di essi siano disposti a pagare per quelli aggiuntivi. Dare un senso all’investimento fatto dagli inserzionisti, in pratica, dando per buono (e ci mancherebbe altro, a questo punto!) che nessuno regali nulla e che le regole del mercato tradizionale si applichino anche al web.

In altri termini prima di posizionare gli annunci nel layout del nostro sito dobbiamo chiederci:

  • cosa vuole l’utente dalla pagina che sta per visitare? Ad esempio un’informazione, un’immagine, un how-to, un tutorial, una risposta ad una domanda…
  • Cosa farà, in previsione, nel vedere la pagina? Scorrerà il contenuto in basso, leggerà rapidamente, si concentrerà maggiormente nella lettura e via dicendo.
  • Dove si concentrerà la sua attenzione sul layout?
  • Esiste un modo per integrare gli annunci pubblicitari senza infastidire il normale uso del sito da parte dell’utente?

Questi quattro punti fanno parte di una best-practice aggiornata per l’uso più idoneo di Google Adsense, ma anche, in realtà, di tutti gli altri programmi di affiliazione pay per click. Si ricorda, inoltre, che chi usa il programma AdSense è tenuto a rispettare le norme sulla qualità per i webmaster, che ho discusso a più riprese sul mio blog in varie occasioni, e che è necessario pubblicare una pagina nel proprio sito con le norme per la privacy e per la gestione dei cookie degli annunci (esempio).

  1. Prima di tutto i contenuti, quindi progettare il sito senza pensare agli annunci e favorendo navigabilità e ritorno dei visitatori. Solo in una fase successiva è bene inserire gli annunci: fortemente consigliato, specie se pensate di ricorrere a pratiche “estreme” come l’arbitraggio.
  2. I link sono facili da individuare? In molti siti l’above the fold non permette di individuare menù e parti essenziali del sito con facilità, quindi sembrerebbe meglio – oggi come oggi – favorire i contenuti a discapito di qualche click di meno.  Corretto dal punto di vista dell’usabilità, ma mi pare una sostanziale contraddizione con la logica più “spietata” suggerita da Google in passato: la maggioranza dei publisher ha esagerato in tal senso da dover imporre un dietrofront? Ai posteri l’ardua sentenza, nel dubbio io darei sempre precedenza ai contenuti del sito (dando per buono che il traffico provenga da Google, ovvero che sia per sua natura orientato a dare risposte agli utenti.
  3. Altro punto secondo me controverso, e che potrebbe provocare un certo livello di confusione: mantenere gli annunci distinguibili dal testo. Qualcuno che segue queste cose da almeno due anni potrebbe pensare: ma come, non dovevano integrarsi con i contenuti ad es. nei colori, quasi a “non far capire” che si trattasse di annunci? Sbagliato: esiste attualmente il divieto di fare in modo che gli annunci di Adsense si confondano con il testo, e soprattutto non si mantengano distinguibili da esso (ho inserito le “cornici” negli annunci per questo) o peggio facciano pensare ad un menu quando non si tratta di esso (e ho presente un sito con Adsense molto famoso che lo ha fatto per mesi, se non per anni…). Per logica è giusto così, va bene l’uniformità dei colori ma è onesto nei confronti degli utenti mantenere gli annunci come tali: del resto, credo, a me non piacerebbe pagare per un click casualmente ricevuto da un visitatore che credeva di accedere ad una pagina del sito…
  4. Gli annunci sono annunci, non “risorse utili” o “siti preferiti”: qualsiasi forma di deception viene giustamente vietata da Google, e anche qui è difficile non essere d’accordo. Ma davvero ci sono publisher che ricorrono a mezzucci del genere? Evidentemente è così: stesso discorso vale, a quanto risulta, per i link che potrebbero essere confusi con link di navigazione o download : giusto, ma a questo punto sarebbe utile vietare del tutto agli inserzionisti di creare certi contenuti comeannunci che sembrano pulsanti di navigazione o download in nome del “web pulito”. Le regole per gli inserzionisti ClickBank sono esemplari in questo, tanto per fare un esempio.
  5. Non sovraccaricare di annunci il tuo sito, perchè altrimenti i visitatori se la daranno a gambe e Google, a quanto pare, potrebbe pensare di penalizzarti per questo.
  6. Prima di tutto il contenuto, poi la struttura ma anche l’integrità dei tuoi annunci Adsense è vitale (non modificarli o occultarne parte dei contenuti tramite CSS o JS, ad esempio), e Google ci tiene che i suoi annunci non si confondano con altri tipi di network. Ricordo per completezza che esistono molti altri programmi di affiliazione non necessariamente restrittivi sui contenuti come il prodotto contestuale di Google, e con prestazioni interessanti e da valutare caso per caso. In certi casi, in effetti, Adsense non è per forza la scelta migliore per “monetizzare” il traffico del proprio sito.

Queste le indicazioni che mi sento di dare, per quanto “responsi” ufficiali dei vostri casi specifici siano da affidare a Google ed al suo forum di supporto. Per le informazioni più dettagliate vi suggerisco di leggere:

  1. il regolamento di Google Adsense ufficiale;
  2. un post di suggerimenti ufficiali (es.: anche un contenuto testuale, non per forza immagini o filmati, può essere inadatto ad Adsense!);
  3. un ulteriore post ufficiale da tenere sempre a mente.

Fonte: adsense.google.com

Nota: questa pagina è stata aggiornata a più riprese, a partire da un articolo di questo blog di novembre 2011


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