Posizionare velocemente un sito sulla long-tail: ecco un test pratico

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di Salvatore Capolupo, ultimo aggiornamento: ottobre 5, 2011
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Oggi mi ha fatto piacere scoprire che Enrico Madrigani ha trattato l’argomento del posizionamento sulla long tail presentando una sorta di bug SEO che potete sfruttare anche voi: vediamo di cosa si tratta.

L’idea nasce dalla considerazione che – nell’immensa variabilità dei fattori di posizionamento per un sito – si possa individuare una feature SEO da ottimizzare piuttosto semplice e imprevedibile: essa è infatti legata al nome di dominio e, in parte, al tipo di estensione scelta per esso. Di seguito presento un test significativo che ho utilizzato per la promozione del sito, mentre la tecnica si può riassumere (e generalizzare) nella seguente frase: “scegliere un nome di dominio che contenga una keyphrase pertinente in full matching (corrispondenza esatta)“.

La tecnica che viene descritta:

  • costa poco (serve un dominio ad hoc di mediamente intorno ai dieci dollari);
  • necessita di poco lavoro (solo saper configurare un dominio);
  • porta buoni risultati nel tempo;
  • non vincola l’esperto SEO a rinunciare ad alcunchè di lecito normalmente egli faccia (white hat);
  • i risultati sembrano essere pienamente riproducibili da altri webmaster, come il test che ho fatto qui sotto sembra provare;
  • pare infine che la tecnica offra anche una buona stabilità nel tempo (Enrico parla che i siti hanno mantenuto un posizionamento ottimo per ben tre anni!)

Ho applicato una tecnica di questo tipo quando ho indicizzato per la prima volta un blog di ricette con estensione .COM, con il risultato che potete osservare nella seguente screenshot: in sostanza ho ottenuto in meno di un mese di lavoro un piazzamento in prima pagina su Google, negli ultimi tempi tra la terza e la quarta posizione. Appare piuttosto evidente che abbia giocato un vantaggio considerevole l’utilizzo di una keyphrase “lunga” e molto richiesta (fonte: Google Suggest) che, a voler essere rigorosi, non appartiene neanche strettamente alla “coda lunga” – faccio notare che è annessa a ben 5 milioni di risultati! – ma che presenta caratteristiche riconducibili a “frasi lunghe e specifiche” (anche se il modificatore “di ogni tipo” non lo è di sicuro :-) ).  A patto di individuare la “frase lunga” corretta, anche voi potrete sfruttare questa tecnica per aumentare il traffico sul vostro sito.

C’è da specificare che il sito in questione possiede come requisiti minimi:

  • contenere un centinaio di ricette originali;
  • avere circa una decina di backlink.

Per quanto riguarda la scelta della keyphrase, come sottolineato anche da Enrico, c’è da sottolineare che:

  1. sembra funzionare per il matching esatto (da evitare, quindi, trattini e simili quando acquistate il dominio);
  2. sembra funzionare con le estensioni più comuni (COM, NET, ORG ed ovviamente IT);
  3. non è detto che continui a funzionare nel prossimo futuro.

Le statistiche del Webmaster Tools parlano inoltre di:

  1. circa 13.000 impressioni medie mensili da subito;
  2. CTR medio dello 0.87% (con un picco significativo, in un caso, del 2.5%);

Tutto questo nonostante la fase di backlink building non sia stata eseguita in modo ossessivo, dato che quelli presenti sono sorti in modo sostanzialmente spontaneo (a parte Facebook, Twitter, due directory e qualche forum). Il video di Madri, che parla di questi argomenti, è il seguente: dura circa 15 minuti e credo valga la pena di prendersi un po’ di tempo per guardarlo fino alla fine.


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In conclusione, sono molto d’accordo sul fatto che questa tecnica non debba essere estremizzata, nonostante da circa 3 anni (fino ad oggi) funzioni molto bene e non abbia dato segnali di “cedimento” o segnali di potenziali penalizzazioni. Per saperne di più scopri il SEO WEB Marketing Experience 2011 (Milano, 28 ottobre 2011), oppure visualizza i corsi SEO di Madri.