Le 11 leggi fondamentali SEO

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di Salvatore Capolupo, ultimo aggiornamento: agosto 26, 2011
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Le 11 leggi fondamentali della Search Engine Optimization.

  1. Legge della sovra-ottimizzazione. L’applicazione di qualsiasi tecnica SEO (Search Engine Optimization) porta risultati benefici, superata una certa soglia, in modo inversamente proporzionale alla sua frequenza e densità di applicazione. In altre parole se ottimizzi troppo rischi spesso di “perdere punti” sui motori di ricerca, e di ottenere l’effetto contrario a quello che avresti voluto.
  2. Legge della soggettività. I parametri di tuning di posizionamento dipendono sempre dalle variabili: (Ottimizzatore, Sito WEB, Parola Chiave). Non esistono fattori validi in assoluto; nella pratica anche individuandone qualcuno esso sarebbe nel lungo periodo glissato dai motori (vedi meta-keyword abusate in passato, ed oggi abbandonate).
  3. Legge del sovraffollamento. L’eccesso di webmaster che fanno una certa azione su un sito tende a rendere obsoleta quella pratica nel tempo.
  4. Assenza di fattori statici. Dopo anni di spam perderà senso qualsiasi fattore statico nella valutazione dei siti, come ad esempio l’uso di un tag per “evidenziare” i contenuti, la predilizione di un CMS (WordPress, uno dei più usati) o di un particolare formato di pagina.
  5. Legge del “Fattore User”. Ogni parametro SEO (densità della pagina, tematicità, correttezza della scrittura, navigabilità, …) deve essere valutato sulla base di un campione di utenti target, e sulla loro reazione (o comportamento) alla vista delle pagine nel medio-periodo.
  6. Legge dei trend inventati. La definizione di una presunta tendenza (o trend) è spesso auto-alimentata da chi costruisce una teoria SEO, basandosi su esempi sporadici e/o senza citare le fonti: vedi, di recente, SearchMetrics su Google Panda.
  7. SEO e machine learning. Google basa parte del proprio approccio sulla classificazione dei siti mediante machine learning, ovvero su algoritmi “addestrati” a suon di esempi a distinguere i casi spam/siti buoni (vedi intervista a Wired di Cutts/Singhal e mio report). Il SEO costruisce la propria conoscenza esclusivamente su un’esperienza, per sua natura non teorizzabile e non applicabile in assoluto: l’approccio è quindi migliorabile in entrambi i casi sul maggior numero di possibile di test, possibilmente rigorosi, condotti al variare dell’ambiente.
  8. Legge dell’ambiente, I. Il SEO lavora in un ecosistema di ricerca probabilistico (nessuna certezza a priori).
  9. Legge dell’ambiente, II. Il SEO lavora in un ecosistema di ricerca non deterministico (non è detto che azione-SEO e reazione-SERP siano necessariamente conseguenza l’una dell’altra).
  10. Effetto Black-Box. La dinamica dei motori di ricerca non è, per sua natura, osservabile al 100%: vedi le stime su Panda, anche qui, citate da mezza blogosfera senza verifica nè certezza.
  11. Teoria SEO. Provare una presunta “teoria SEO” significherebbe mostrare che vale almeno su tutti i documenti WEB accomunati da una certa caratteristica.

Dipinto ad olio su tela, Rembrandt Harmenszoon Van Rijn, 1659

Mosè con le tavole della leggeWikipedia

 

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