
Le 11 leggi fondamentali della Search Engine Optimization.
- Legge della sovra-ottimizzazione. L’applicazione di qualsiasi tecnica SEO (Search Engine Optimization) porta risultati benefici, superata una certa soglia, in modo inversamente proporzionale alla sua frequenza e densità di applicazione. In altre parole se ottimizzi troppo rischi spesso di “perdere punti” sui motori di ricerca, e di ottenere l’effetto contrario a quello che avresti voluto.
- Legge della soggettività. I parametri di tuning di posizionamento dipendono sempre dalle variabili: (Ottimizzatore, Sito WEB, Parola Chiave). Non esistono fattori validi in assoluto; nella pratica anche individuandone qualcuno esso sarebbe nel lungo periodo glissato dai motori (vedi meta-keyword abusate in passato, ed oggi abbandonate).
- Legge del sovraffollamento. L’eccesso di webmaster che fanno una certa azione su un sito tende a rendere obsoleta quella pratica nel tempo.
- Assenza di fattori statici. Dopo anni di spam perderà senso qualsiasi fattore statico nella valutazione dei siti, come ad esempio l’uso di un tag per “evidenziare” i contenuti, la predilizione di un CMS (WordPress, uno dei più usati) o di un particolare formato di pagina.
- Legge del “Fattore User”. Ogni parametro SEO (densità della pagina, tematicità, correttezza della scrittura, navigabilità, …) deve essere valutato sulla base di un campione di utenti target, e sulla loro reazione (o comportamento) alla vista delle pagine nel medio-periodo.
- Legge dei trend inventati. La definizione di una presunta tendenza (o trend) è spesso auto-alimentata da chi costruisce una teoria SEO, basandosi su esempi sporadici e/o senza citare le fonti: vedi, di recente, SearchMetrics su Google Panda.
- SEO e machine learning. Google basa parte del proprio approccio sulla classificazione dei siti mediante machine learning, ovvero su algoritmi “addestrati” a suon di esempi a distinguere i casi spam/siti buoni (vedi intervista a Wired di Cutts/Singhal e mio report). Il SEO costruisce la propria conoscenza esclusivamente su un’esperienza, per sua natura non teorizzabile e non applicabile in assoluto: l’approccio è quindi migliorabile in entrambi i casi sul maggior numero di possibile di test, possibilmente rigorosi, condotti al variare dell’ambiente.
- Legge dell’ambiente, I. Il SEO lavora in un ecosistema di ricerca probabilistico (nessuna certezza a priori).
- Legge dell’ambiente, II. Il SEO lavora in un ecosistema di ricerca non deterministico (non è detto che azione-SEO e reazione-SERP siano necessariamente conseguenza l’una dell’altra).
- Effetto Black-Box. La dinamica dei motori di ricerca non è, per sua natura, osservabile al 100%: vedi le stime su Panda, anche qui, citate da mezza blogosfera senza verifica nè certezza.
- Teoria SEO. Provare una presunta “teoria SEO” significherebbe mostrare che vale almeno su tutti i documenti WEB accomunati da una certa caratteristica.
“Mosè con le tavole della legge” Wikipedia

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