In prima posizione su Google: ecco come ho fatto!

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di Salvatore Capolupo, ultimo aggiornamento: luglio 4, 2011
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In questo articolo mostro un fenomeno che ho notato casualmente all’interno del mio blog di recensioni, e che vi sottopongo qui.Come avevo annunciato nella newsletter del blog vorrei oggi segnalarvi ed analizzare un singolare caso di posizionamento che ho riscontrato all’interno del mio blog di recensioni di cinema e musica underground. Tanto per inquadrare lo scenario, si tratta di un sito con circa 220 articoli originali, molto spesso rivisti e migliorati nel tempo e sempre rigorosamente originali (scritti da me, comprese alcune interviste esclusive). Ho usato variare il meno possibile il formato degli URL, sottoporre le sitemap a Bing, Yahoo! e Google e seguire i consueti suggerimenti sulla SEO di cui vi parlo spesso su queste pagine.

Il fenomeno in questione è avvenuto inoltre in corrispondenza con un incremento di un punto del Pagerank del sito stesso (da 2 a 3), anche se credo che il punto nodale della situazione sia legato all’utilizzo di un particolare plugin di WordPress che effettua un’ottimizzazione leggermente “black-hat” il quale, per evitare di perdere i vantaggi ottenuti finora, per precauzione ho deciso di rimuovere prima di pubblicare il seguente report.

Le query di ricerca per cui il mio sito risultava primo erano almeno altre tre, ma non le riporto qui sia perchè erano poco “work-safe” sia perchè i suoi contenuti non corrispondevano a quanto richiesto dall’utente. Riporto invece quella che considero davvero significativa: se andate a cercare pantera rise traduzione” su Google vi accorgerete che il primo risultato proviene dal mio sito, ed è effettivamente ciò che l’utente sta cercando, rafforzato (in modo black hat, come dicevo all’inizio) dalla presenza dei termini di ricerca stuffati artificialmente nella pagina.Vi sconsiglio vivamente, beninteso, di applicare la stessa tecnica al vostro sito in modo acritico e senza rendervi conto che potreste subire penalizzazioni (che non è mai gradevole).

Premesso quindi che la cosa che descriverò è abbastanza “off-limits” e che va utilizzata con criterio, il fenomeno è stato da me illustrato nelle due successive screenshot, in cui i due plugin in questione (che rivelerò più avanti) mostrano le parole chiave più diffuse usate per raggiungere la pagina, e poi il contenuto come primo risultato:

FATTORI CHE HANNO INFLUENZATO IL POSIZIONAMENTO? Come potete notare il plugin in questione ha generato una pagina di ricerca /search/rise-pantera-traduzione, ovvero del tipo /search/query-utente, che credo serva in qualche modo a “rafforzare” ulteriormente il posizionamento ed a farmi finire in prima pagina come primo risultato. Questo concetto di “fortificazione” di un contenuto puo’ essere effettuato in modo del tutto lecito mediante OkNotizie e simili: molto spesso mi capita di vedere risultati delle ricerche in cui il link diretto al mio sito e quello “ricopiato” da OkNotizie viaggiassero in parallelo. Ovviamente un fattore molto importante credo che sia stato il fatto sia di aver inserito il video del pezzo di cui ho tradotto il testo, sia di averlo rivisto e scritto correttamente più o meno l’anno scorso (questo accade dopo un anno di tempo!). Il numero di commenti (solo due), invece, e le visite ricevute (1210), invece, suppongo che abbiano avuto un’influenza piuttosto trascurabile.

QUALI PLUGIN SEO HO UTILIZZATO? Il primo plugin di WordPress in questione era SEO SearchTerms Tagging 2, il cui funzionamento serve appunto a rafforzare la presenza delle parole chiave della ricerca all’interno della pagina (keyword stuffing). Vi invito ad utilizzarlo, se proprio volete sperimentare, con una certa cautela, anche perchè non è proprio un metodo pulitissimo di agire e Google potrebbe prenderla piuttosto male.

Ad ogni modo questo esperimento sembra quasi mostrare che, nel momento in cui è stata fatta la valutazione del contenuto, il fattore keyword density che tutti considerano superato abbia avuto una minima influenza (ricordo comunque che il contenuto che è primo non è farlocco ma corrisponde esattamente a ciò che l’utente cercava), e mi ha permesso di battere siti molto più anziani ed “autorevoli” del mio (paroly.com, lyricskeeper.it), ma che spesso contengono traduzioni mancanti, inesatte o incomplete. In secondo luogo, nella prima pagina a lato, erano presenti i link alle ricerche più frequenti del blog (widget apposito di Search Meter), e questo è stato il secondo fattore che credo abbia influenzato questo fenomeno.Questi due plugin nella mia interpretazione sono “di contorno”, quello che conta è il contenuto, alla fine.

Una volta analizzato lo scenario, e descritto un probabile (non sicuro) rapporto di causa-effetto tra le cose, lascio a voi qualsiasi altra riflessione e ne discuterò volentieri nei commenti. Alla fine ciò che credo abbia fatto la differenza si riconduce non tanto ad aver utilizzato il plugin, che semmai ha dato la spinta giusta, quanto al fatto di aver curato bene i contenuti esposti nel blog.

  • http://www.positanonelweb.net/ Positano

    Ciao e complimenti, sono capitato sul tuo blog per puro caso e sembra ben fatto, premesso che sono, se si puo dire, SEO per diletto, almeno una volta lo ero, vorrei fare un prova simile alla tua su due siti, uno anziano rimasto of-line, ovvero non raggiungibile dagli utenti, per cirac un anno ma ben inserito nei db di Google ed un altro che sto per costruire e mettere on-line, entrambi riguardante settori turistici ben tosti, per capire Mister G come si comporta e se i miei concorrenti non sono poi così forti e potenti, vorrei capire bene i due plugin cosa in effetti fanno e quali possono essere le penalizzazioni e perchè, ti preciso che la mia deficienza anglofona è profonda, ti va di aiutarmi?

    Ciao Sabato

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    • http://salvatorecapolupo.it/ Salvatore Capolupo

      Ciao e grazie dei complimenti e del tuo commento.

      Dunque: la cosa che ho descritto in questo post è reale, ma è anche volutamente estremizzata come esperimento e, amio parere, da non emulare. I due plugin servono semplicemente ad avere la stessa pagina indicizzata su tag differenti, mentre l’altro serve a vedere le query di ricerca che ti arrivano. Controindicazioni: creano pagine duplicate, ne creano una uguale per ogni tag che inserisci, è chiaro che non si tratta esattamente di un suggerimento SEO… :-)

      nel tuo caso: se il sito è stato offline sono pronto a scommettere, purtroppo, che google lo abbia nel frattempo rimosso o declassato, e che tu abbia perso i vecchi posizionamenti. Non c’entra nulla, temo, che sia rimasto nell’archivio perchè l’indice viene aggiornato periodicamente, e sempre più spesso, in modo che i siti più aggiornati siano (giustamente) prioritari.

      Fossi in te cercherei di puntare alle parole chiave della coda lunga meno ricche di risultati, ed iniziare a posizionarti lì. Nel frattempo crea contenuti originali, app, articoli utili, FAQ e simili e vedrai che i visitatori, con un buon nome di dominio, arriveranno da soli.

      • http://www.positanonelweb.net/ Positano

        Ciao e figurati sui complimenti.
        Sul consiglio SEO, bhe questo lo so anch’io, tra la duplicazione e il Panda & C. sicuramente il rischio c’è, quindi per come tu dici crea una pagina uguale per ogni tag inserito giusto? Tocca vederla in azione in locale e vedere effettivamente che cavolo combina.
        Sul discorso del mio sito, è stranamente stato offline solo la home, che per varie vicissitudini non ho potetuo controllare, controllando la cache, alcune pagine interne sono state visitate fino al 12/01/2012, quindi il discorso che facevi sul posizinamento e quant’altro e giusto.
        Sulle long tail sicuramente per reiniziare devi per forza incominicare da lì, vuol dire che si ricomincia a lavorare.

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